Isola di Tavolara


Tutti, arrivando a Olbia dal cielo o dal mare, l’hanno vista, ma non tutti la conoscono: è l’isola di Tavolara.

Un monolite di granito e di calcare bianco, con la fisionomia di una muraglia: quattro chilometri di lunghezza per uno di larghezza e che dal mare, svetta verticale fino a sfiorare l’altezza di 570 metri.

Tavolara , il cui territorio è sotto la tutela e i vincoli dell’Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo, offre differenti possibilità di approccio e fruibilità. Ad eccezione del versante orientale, interdetto perché occupato da una stazione di radio-rilevamento della Nato. Sul versante nord che scende drammaticamente verticale fino all’acqua, è consentita la sosta delle imbarcazioni da diporto soltanto su fondo sabbioso o se ormeggiate ad appositi gavitelli, predisposti per evitare che l’eccesso di ancoraggi pregiudichi la natura dei fondali: è dunque utile contattare l’autorità locale per conoscere eventuali modifiche alle norme. Tuttavia, l’accesso all’isola più opportuno e di maggiore spettacolarità percorre il tratto di mare di mezzo miglio che separa l’isola dalla propaggine sarda più vicina, Punta di Coda Cavallo, 15 chilometri a sud di Olbia. Un servizio di barche autorizzate fa la spola con la terraferma ogni mezz’ora circa con partenza dal pontile di Porto San Paolo e approdo alla vecchia banchina sul versante sud dell’isola.
Si giunge all’istmo di Spalmatore di Terra: lungo, sottile e bordato di spiagge. Dall’estremità dell’arenile partono sentieri che si arrampicano verso le cime dell’isola: percorsi di trekking e di arrampicata tra i più panoramici del mondo.

L’isola, che ogni anno a luglio ospita l’ormai celebre Festival del Cinema di Tavolara ha una sua minuscola comunità, stabile nei mesi estivi: una ventina di case e due ristoranti.
Quello di Tonino non è un ristorante qualunque ma ciò che resta della gloriosa e misconosciuta memoria dell’isola di Tavolara: Tonino Bertoleoni è infatti l’erede di Giuseppe Bertoleoni, il Re di Tavolara. Non è leggenda ma storia vera: nel 1836 il Principe Carlo Alberto di Savoia incontra Giuseppe, unico abitante insieme alla famiglia di quell’isola. Ex contrabbandiere, pastore, marinaio e uomo pieno di carisma si era dato titolo di Re. Il Principe, sedotto dall’autorevolezza di quel pastore sedicente consegna lui un documento in pergamena che gli attesta la sovranità dell’isola. La consacrazione arriva un mattino dell’anno ‘900, quando il bastimento Vulcan della Royal Navy approda a Tavolara. Scendono i fotografi di corte inviati dalla Regina Vittoria d’Inghilterra per scattare una fotografia a tutta la famiglia, dovutamente messa in posa. L’immagine, è conservata nel museo di Buckingham Palace con la dicitura “La famiglia reale di Tavolara, nel Golfo di Terranova Pausania, il più piccolo Regno del mondo.
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Olbia

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