Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena


Sulle carte geografiche degli atlanti oggi si chiama Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, grazie alla definitiva approvazione istituzionale del gennaio 2000.
E le isole della Costa Smeralda, vertice di mille rotte tracciate dalle banchine di Porto Cervo, Porto Rotondo e Portisco, ne fanno parte a tutti gli effetti. Soffi e Mortorio appartengono senza riserve al microcosmo che molti non esitano a definire l’angolo più bello del Mediterraneo, in tutto 9 isole e decine di isolotti che insieme compongono quasi 200 chilometri di costa. Un mondo a parte dove nidificano gabbiani, aironi e cormorani e che grazie ad una lunghissima storia di servitù militari, è stato quasi ovunque risparmiato dal cemento e dalle speculazioni. Ma se fino ad ora la presenza militare ha protetto isole intere dalle lottizzazioni miliardarie, il testimone è passato all'Ente Parco, che con alterni successi regola la fruizione delle risorse ambientali. Di fatto non vi sono divieti drastici e interdizioni senza appello, solo alcune aree particolarmente delicate e significative sono off-limits: per esempio la costa a nord di Razzoli, lì si fa il possibile affinché fauna terrestre e marina vivano lontane dall’occhio umano; vi si vorrebbe ricreare la condizione ambientale di qualche decennio fa, quando tra le secche dell’arcipelago navigava solo qualche pescatore locale. Il turismo diportistico che nei mesi estivi assume dimensioni notevoli viene, se si può dire così, regolamentato dall'assegnazione di ormeggi al gavitello nel comprensorio delle tre splendide isole di Razzoli, Budelli e Santa Maria, cuore dell'arcipelago, e dal pagamento di un ticket per i natanti che vogliono sostare a ridosso di tutte le coste comprese nell'area del Parco. La filosofia che sottende alla regolamentazione è: una zona protetta da regole comportamentali qualifica il livello del turismo - Lavezzi docet. Il modello sono le isole Porquerolles a sud della Francia dove ci sono regole semplici ed elastiche ma efficaci a tal punto che l’arcipelago è diventata una vera oasi naturale, visitata in ogni mese dell’anno. Sono interdette la pesca sportiva e subacquea, attività in evidente contraddizione con la salvaguardia delle specie marine: nel Parco di Lavezzi - isola francese che appartiene con Cavallo al parco naturale delle Bocche di Bonifacio, in acque francesi - dove non si pesca da 15 anni, l’immersione anche sui bassi fondali ricorda quella in un atollo corallino, per la quantità di pesci che nuotano senza paura al fianco dell’uomo. Qualche miglio in qua, verso la Costa Smeralda, ci sono le splendide Budelli, Razzoli e Santa Maria. Si ormeggia nelle acque riparate tra le tre isole, dette Porto Madonna, davanti alla mitica Spiaggia Rosa - sulla quale però è ora vietato lo sbarco - o nella verde cala S.Maria. Su quest'ultima ci sono della case, su Budelli la casa del custode Mauro Morandi, un ex maestro di educazione fisica modenese, su Razzoli il faro. Sugli isolotti Barrettini e Barrettinelli, i cormorani. Spargi, la maggiore delle isole dell'arcipelago, ospita una nutrita colonia di cinghiali, e offre acque cristalline e riparo dal vento su tutto il versante orientale, specie a Cala Corsara e Cala Ferrigno.
La Maddalena c'è la bellissima Cala Francese, dove arrivarono nell'ottocento gli scalpellini genovesi ad estrarre il granito per le opere portuali dell'Arsenale Militare della Regia Marina che consentì lo sviluppo dell'isola, a Caprera le splendide Due Mari e Cala Coticcio, universalmente nota come Tahiti per la trasparenza delle sue acque e l'incanto delle rocce che la racchiudono. Soffi, Mortorio sono infine le mete preferite dagli yachtsmen portocervini e portorotondini, che vi si danno appuntamento numerosi. Tra queste isole è sempre possibile trovare un posto dove gettar l'ancora nella sabbia e a sottovento, sempre, beninteso, che ci si alzi presto la mattina, specie in agosto.
INDIRIZZO

via Giulio Cesare 7
Arcipelago di La Maddalena
La Maddalena


ORARI
Tutti i giorni

Condividi