Giro in Gallura


Luogosanto e Aggius

Così lontano, così vicino. Wenders aveva riassunto così l’impalpabile abisso tra noi e gli angeli. Una distanza simile a quella che sembra separare la Costa Smeralda dal suo retroterra, la Gallura, quella vera. La terra degli stazzi è il paradiso, questo almeno è quel che dobbiamo sperare. Che avremo assegnata ciascuno una di queste casette tutte uguali, protette da rocce spettacolari, immerse in una luce sempre vivida e in un’aria sempre frizzante, circondate da un verde pieno i germogli, in annate ricche d’acqua come questa (ma lassù non ci sarà mai la siccità, che paradiso sarebbe?) Già, lassù, è un paragone calzante, anche perché il Galluristan, l’abbiamo chiamato così per l’occasione, per dire quanto remota appaia senza certo esserlo, terra operosa e ospitale come poche altre, degrada con decisione verso il mare. La piccola ascesa necessaria per raggiungerla dovrebbe dirci qualcosa, è una piccola conquista. Prendere la macchina, l’elicottero, la voglia di tornare ragazzi e spingersi su per i pendii del paradiso porta in un mondo ordinato, ombreggiato, parcellizzato da infiniti muretti fatti di pietre che stanno insieme per secoli senz’altro collante che l’ingegno di chi le posò. Un mondo pulito, di villaggi anch’essi di pietra, come Luogosanto, come Aggius, Tempio, Luras, Calangianus e Sant’Antonio. Anche Aglientu fa parte dei comuni galluresi che si raggiungono in poco tempo dalla Costa. Un itinerario intelligente potrebbe essere andare da Porto Cervo oltre Arzachena verso Luogosanto con sosta alle Tombe di Giganti, le Stonehenge sarde, ben segnalate, cui molti attribuiscono poteri benefici. Poi, attraversata Luogosanto, spiritosamente Luogosangeles per sottolinearne le ridotte dimensioni, si sale per una gola in direzione Tempio. Fermarsi ad almeno una delle due sorgenti d’acqua sulla strada e assaggiarla, è ottima e fresca. Giunti sull’altopiano del paradiso, verso destra, c’è il grande monolito granitico – si dice sia il più grande d’Europa – del Pulchiana, simile ad un immenso budino pietrificato.
Sotto il monte, l’agriturismo La Cerra. I suoi posti a tavola vanno prenotati (tel. 079 670972) ma permettono una full-immersion nella Gallura più vera, ed escursioni giornaliere sul Pulchiana. Il Limbara, 1.200 metri sul livello del mare, fa da sponda sud al nostro paradiso. Verso ponente le sughere crescono piegate dal vento, seguendole si arriva alla “Valle della luna”, una piana disseminata di formazioni rocciose e di generatori eolici che spuntano allineati sulle colline all’orizzonte, come gli indiani a Little Big Horn. Si può sfuggir loro entrando nel paese di Aggius - zona franca per gli indiani - e proseguire attraverso Tempio Pausania verso il Limbara e nascondersi nei suoi fitti boschi. A Calangianus si chiede la strada per Sant'Antonio, un passo deciso verso casa. Nei pressi c’è il bacino del Liscia, pienissimo quest’anno, che nei giorni di maestrale è scuro, increspato e sensuale come lo fu Lola Falana. In Gallura è bello fermarsi a parlare con la gente, nei cui occhi una schiettezza ancestrale e disarmante non può non far pensare agli angeli di Wenders. Se s'incontrano cavatori di sughero o di granito o un fattore intento a curarsi del suo stazzo si può, facendosi raccontare delle mille accortezze che regolano le loro vite, rendersi conto che non sono lontane come sembrano.
INDIRIZZO

via nazionale

07020 Aggius


ORARI
Tutti i giorni

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