Porto Rotondo


L'elegante

L'elegante
La nascita di Porto Rotondo è legata ai fratelli Donà dalle Rose che, negli anni ‘60, inventarono un o dei salotti più esclusivi del tempo. Gli esordi furono rocamboleschi. Erano gli anni ‘60 , anni in cui qui non c’erano né strade né luce né acqua e “solo dei matti poco più che ventenni – racconta il Conte Donà con il suo delicato accento veneto – potevano pensare di intraprendere la costruzione di un villaggio in un luogo difficilmente raggiungibile via terra. Un luogo dove l’unico collegamento era un polveroso sterrato che si snodava sotto un ponticello alto due metri, dove l’energia elettrica veniva prodotta da un vecchio generatore che si rompeva in continuazione e dove l ’acqua veniva portata con i camion”. Dove per comunicare esistevano solo due telefoni da campo arrivati con un Nord Aviation Alisarda da Milano. Scomodo arrivare, ma anche scomodo alloggiare, per lo meno i primi tempi. “La base operativa principale – ricorda – erano essenzialmente l’albergo Abi d’Oru (nel Golfo della Marinella), costruito precedentemente dalla famiglia Cini, e le baracche allestite all’interno del cantiere dello Sporting, il primo edificio ad essere costruito”. Realizzato in soli 7 mesi, lo Sporting “divenne la nostra casa. Alcune stanze erano destinate ai dirigenti, altre erano riservate agli amici. La n° 6 era costantemente occupata dalla principessa Paola del Belgio. Le stanze erano poche, e nella baia di fronte all’albergo c’era una barca a vela, la Nereia, una specie di dépendance galleggiante!” Quest’atmosfera alla Robinson Crosue attirò immediatamente i giovani amici dei Conti. “A partir e dall’estate del’65, vennero a trovarci tantissimi amici: Ira Fürstenberg, i Bormioli, i Castellini, gli Agnelli, Inge Feltrinelli, Raimondo Bucher, Joseph Losey e con lui Antonioni e Monica Vitti” e poi tutti gli altri.
Negli stessi anni il principe Karim Aga Khan stava realizzando, poco lontano da qui, la Costa Smeralda. Un industriale di Venezia, il Conte Cini, e un banchiere inglese proposero ai Donà di costruire un villaggio sui terreni che avevano acquistato dalla famiglia Deiana. Nell’inverno del ‘64, durante una festa organizzata al King’s di Cortina, fu presentato al gotha della modanità di quegli anni il disegno del progetto per questi terreni compresi tra Monte Ladu e Punta Volpe: un villaggio fatto di piccole case strette intorno alla piazzetta, la chiesa, il teatro e le ville”. E nacque Porto Rotondo. Questo porto naturale, facilmente raggiungibile e riparato, fu utilizzato dagli antichi romani per caricare il granito sardo, uno dei migliori al mondo, da portare nelle varie parti dell’impero. I resti di un piccolo molo e due colonne all’ingresso del porto, trovate nelle vicine cave, sono i testimoni di questo passato.
INDIRIZZO

Porto Rotondo
Olbia

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